Un centro pediatrico in Darfur. La nostra idea di pace... a sostegno di EMERGENCY A Mate Infoshop le magliette equosolidali con immagini mitiche del cinema... Io volo su Bologna Città Libera
MATE Viaggi Turismo Responsabile in Calabria: In Mountain Bike tra i Castelli di Federico II Turismo Responsabile in Calabria: Dallo Jonio al Pollino, non solo trekking... Crociere in Vela - Estate 2008 !
PASQUA (dal 10 al 13 aprile) e PONTE PRIMO MAGGIO (dal 30 aprile al 3 maggio) 1° giorno - Marina di Pescara – Il primo giorno è dedicato all’imbarco previsto a partire dalle ore 15.00. Si effettuerà la sistemazione in cabina, lo stivaggio dei bagagli. Successivamente vi sarà un incontro necessario per la conoscenza dell’imbarcazione e l’utilizzo di alcuni elementi, quali le uscite di sicurezza, come si indossa il giubbetto di salvataggio, dove è posizionata la zattera di selvaggio, il funzionamento delle luci, del bagno, ecc. Alla sera sarà possibile sia cenare a bordo o presso le pizzerie e ristoranti del porto. 2° giorno In piena notte, si molleranno gli ormeggi con prua verso sud in direzione dell’arcipelago delle Tremiti. Verso le 11.00 si approderà in una caletta dell’arcipelago, tra le isole di San Nicola e San Domino. Se il tempo lo consente si potranno effettuare lo snorkel, alla scoperta del mondo sommerso in caso contrario si potrà effettuare un’escursione sull’isola di San Domino e San Nicola La notte si passerà in rada sotto le stelle. 3° giorno La mattinata ed il pomeriggio si passeranno veleggiando tra le isole dell’arcipelago per poi tornare ed ancorarsi al gavitello in una suggestiva caletta. In serata si potrà effettuare la visita a San Nicola bellissima isola con le sue fortezze e chiese. La notte si passerà in rada sotto le stelle. 4° giorno Si salperà prima del sorgere del sole con prua verso nod ovest con destinazione Punta Penna ove si potrà effettuare una passeggiata nella riserva naturale del WWF e se la stagione lo permette anche un bagno nei fondali del parco marino. Dopo pranzo si riprenderà la navigazione per il marina di Pescara ove si arriverà intorno alle 19.00. EQUIPAGGIAMENTO - E’ necessario portare un sacco a pelo o lenzuola, scarpe con suola bianca in gomma, meglio se scarpe da vela, giacca e pantaloni impermeabili, meglio se da vela, asciugamano ed articoli per l’igiene, la tessera sanitaria dell’ASL. Si consigliano abbigliamento casual e biancheria sufficienti per cambi, indumenti contro il freddo indispensabili in mare nelle stagioni intermedie (magliette a maniche lunghe e berretti contro il sole e le scottature). Utili le tute da ginnastica e relax senza dimenticare un buon occhiale da sole. Evitare valigie ingombranti rigide ed accessori di vestiario difficili da stivare. Ammessi rasoi a lametta o a pila, in quanto l’energia elettrica è di difficile reperibilità. info: Mate tel. 0871 41476 associazionemate@yahoo.it
Lidia Menapace Un anno al Senato lucido diario di fine legislatura a cura di Luciano Martocchia Tracce Edizioni Pescara 298 pagine di riflessioni, indignazione, proposte Nel testo anche un’ introduzione dell’autrice, la prefazione del critico letterario e giornalista Giacomo D’Angelo , e la postfazione di Michele Meomartino, attivista pacifista.
presentazione in anteprima nazionale a Pescara Museo Vittoria Colonna 08 marzo 2008 - ore 17 Interverranno: -Lidia Menapace -Nicoletta Di Gregorio - Presidente Editrice Tracce Pescara -Giacomo D’Angelo - Giornalista -Luciano Martocchia - curatore dell’opera coordina: -Michele Meomartino Coordinatore retenonviolenta Abruzzo
Info e prenotazioni: Editrice Tracce Pescara, Via Ravasco 085 76658 www.tracce.org
Lidia Menapace, una delle 'madri' della nostra Costituzione e decana del femminismo e della nonviolenza italiana, arrivata in Senato a ottant'anni suonati, novarese di nascita e trentina di adozione, racconta in questo libro un anno di esperienza da senatrice attraverso oltre cento lettere inviate in Internet ad una serie di liste del variegato mondo pacifista. Ne emerge uno spaccato della difficile e complessa macchina istituzionale, ma anche un prezioso compendio per chi, fuori e dentro i movimenti sociali, vuole comprendere e conoscere cosa si muove effettivamente in quel 'Palazzo' spesso evocato come luogo lontano e asettico del potere. Le lettere inviate da Lidia agli amici raccolte in questo volume riguardano soprattutto nell’ultima parte “l’omicidio politico” perpetrato ai danni della sinistra italiana nelle ultime elezioni politiche dell’Aprile 2008.Dopo la cocente sconfitta che non ha precedenti nella storia della Repubblica, mentre lo scoramento e la rassegnazione affiorano in tanti militanti di sinistra, ancora una volta la nostra Lidia si fa promotrice di un’ennesima iniziativa con l’intento di ricreare nuovi luoghi e metodi di partecipazione politica. Ironicamente il libro prosegue, dopo la sconfitta elettorale della Sinistra, con il capitolo “Lettere dalle catacombe” Man mano che avanza il racconto, emergono il senso di partecipazione, lo spessore dell’impegno, la fantasia e il rigore dell’intellettuale che per una vita ha pensato la politica, il brio giovanile con cui la Menapace affronta il suo servizio civile senza attenuare i nefasti che incontra e senza edulcorare una realtà spesso dissacrante. "Mi riprometto di inviare via e-mail ogni due settimane un racconto di quello che succede al Senato perchè credo che invece di 'curare il collegio' bisogna attivare strumenti per rendere possibile la famosa democrazia partecipata che abbiamo scritto nel programma di voler fare, - prometteva Lidia Menapace appena eletta. - Se dovessi occuparmi -a titolo di esempio- di riconversione di fabbriche d'armi per avviare una economia di pace, chi fa parte delle associazioni pacifiste e antimilitariste sarà interessato/a a che scriviamo una legge, una interrogazione, costruiamo una manifestazione, insomma facciamo una o più azioni politiche coordinate: ciò darà forza alle scelte politiche e ci consentirà di pesare anche oltre le nostre materiali presenze. Mi interessa molto cercar di mutare le forme e il linguaggio della politica perchè una certa rigidità delle espressioni non solo rende meno comunicativo ciò che diciamo, ma influisce sulle nostre sinapsi cerebrali. Avere avviato anni fa una campagna per il disinquinamento del linguaggio politico dal simbolico militare, giova: se invece che di strategie - tattiche - schieramenti parlassimo- come si usa nel femminismo- di buone pratiche e di relazioni più o meno conflittuali ci sentiremmo meno gradi sul berretto e ci faremmo capire da tutti/e. Le umane attività sono molte e usare solo il linguaggio della guerra fa sì che la politica si rappresenti come una attività che si prolunga nella guerra (la guerra è la politica continuata con altri mezzi, come sosteneva von Clausewitz) invece che volta a costruire attraverso la gestione nonviolenta dei conflitti una terra abitabile e ospitale". Costruito grazie a Luciano Martocchia, attivista pacifista che ha raccolto i testi, *Un anno al Senato *, scritto con lo stile diretto e personalissimo di Lidia Menapace è un ironico, comico, serissimo reportage di un anno a Palazzo di questa anomala signora della politica italiana: quella libera, indipendente e degna di questo nome. E' un pezzo davvero interessante di storia personale restituita alla collettività, un bell'esempio di resistenza all'oblio che può aiutare tutte e tutti a non perdere fiducia nelle istituzioni, se incarnate nelle persone giuste. ********
teatrioffesi
mate
primo moroni
i colori del
territorio
libere individualità
pensanti
e desideranti
Venerdì 27 febbraio ore 21 presso l'area E-spò di Spoltore (PE)
L'INVASIONE DEGLI ULTRACORPI
scenari possibili di agitazione gioiosa
e resistenza ludica per corpi fuori controllo
intercettare e decifrare le evoluzioni (e involuzioni) legate
agli immaginari sul corpo
corpi oggetto di sperimentazione, sfruttamento, controllo
possibili scenari di transito verso una percezione
e rappresentazione dei corpi fuori da ogni categoria normativa
dalle 21
videoproiezioni - reading libero
Teatro
LE VARIAZIONI DI SARAH
Libere contaminazioni del testo “Psicosi delle 4 e 48” di Sarah Kane.
Regia e testi di Teatri OFFesi
Immagini di Teatri OFFesi
Musiche di Simone Falgiatore
Interprete Maria Chiara Bogi
www.teatrioffesi.org
dalle 23
REJECTED
Another step beyond club culture
dj set WARBEAR
www.myspace.com/minitech2009
www.facebook.com/minitech2009
myspace.com/warbear
facebook.com/warbear
bar autogestito + equosolidale
libreria tematica a cura di Primo Moroni
interventi e distribuzione materiali di ass. Ananke, ass. Jonathan, ediz. Venerea
Questione corpo / genere / autodeterminazione.
Pensiamo che il pericolo da evitare, trattando questioni di genere, sia quello della deriva identitaria e per questo vorremmo incentrare tutti i discorsi sulla differenza e la creazione piuttosto che sull'identità.
E' importante riflettere su tematiche che riguardano il genere femminile, come l'aborto e le nuove forme di sfruttamento del mercato sulla sfera della riproduzione, ma anche questioni che riguardano trasversalmente i generi come le nuove forme di schiavitù (tratta di esseri umani), eutanasia e autodeterminazione, testamento biologico, ecc…
Vogliamo avviare una seria riflessione sull’uso strumentale, a fini politici, di questioni drammatiche come la violenza sulle donne, l'eutanasia, l'immigrazione (come nella scandalosa campagna mediatica sul caso Englaro,o sulla violenza sulle donne da parte di stranieri proprio mentre alla Camera si discute del DDL sicurezza ).
SERATA A SOSTEGNO DELLA MEZZA LUNA ROSSA
Venerdì 30 Gennaio
Spazio Espò - Via Dietro le Mura
Spoltore-Pescara
(Per Raggiungerci: Imboccare la via principale per entrare nel centro storico, Via Calderai, tenere la sinistra e dopo il largo ci si immette direttamente in Via dietro le mura, dopo pochi metri trovate un bar, noi siamo li di fianco, l'ingresso 'è un piccolo cancello di ferro).
ore 21:00 una piccola introduzione
21:30 Concerto/lettura "Palestina Libera"
22:00 Proiezione del film d'animazione "Valzer Con Bashir"
Il massacro di Gaza è uno degli eventi più terribili della storia recente.
Lo è per le vittime, per la maggior parte civili e soprattutto bambini ma lo anche sul piano simbolico perchè è espressione di una sproporzione incredibile tra chi attacca e chi si difende da quell'attacco.
L'esercito israeliano non è l'unico responsabile del massacro di gaza; lo è stato anche il silenzio dei media ufficiali, il giustificazionismo di bush e della sua corte di potenti, la mistificazione del discorso, la stupida determinazione di hamas, l'impotenza dell'O.N.U., l'incapacità di noi tutti a far seguire all'indignazione, azioni concrete di sensibilizzazione volte a liberare l'immaginario collettivo dalle menzogne della guerra.
Una iniziativa di:
Teatri OFFesi, I Colori del Territorio, libreria "Primo Moroni" e "Mate Infoshop"
con la collaborazione di Ass. BAOBAB, Arci El Margallo e il contributo di molte soggettività, per contribuire a costruire una memoria condivisa del massacro di Gaza. Attaverso la proiezione di filmati, attraverso resoconti di guerra ma anche attraverso performance teatrali e musicali, cercheremo di produrre informazioni tutte le necessarie in un tempo in cui sembra essere definitivamente sparita ogni possibile verità sui giorni che stiamo vivendo.
Ti invitiamo a partecipare per sostenere il nostro progetto: i fondi che riusciremo a raccogliere, finanzieranno il lavoro della Mezza Luna Rossa attiva a Gaza sotto i lanci delle bombe al fosforo dell'aviazione israeliana.
Mate Infoshop Interno4 Giovedì 15 Gennaio 2009 - ore 18:00 incontro
SULLA DERIVA PERTOLIFERA IN ABRUZZO
con Maria Rita D'Orsogna docente alla California State University at Northridge - Los Angeles- http://www.dorsogna.blogspot.com/
Il problema del petrolio non riguarda solo il territorio di Ortona con la progettata raffineria dell’ENI. Circa il 30% del territorio abruzzese è attualmente oggetto di estrazioni, ricerche o richieste di autorizzazione per l’estrazione di petrolio o gas. Dobbiamo evitare che l’Abruzzo diventi un territorio di conquista per le varie compagnie petrolifere, puntando sul risparmio energetico e sulla produzione da fonti rinnovabili e sostenibili che non compromettono l’ambiente e la salute dei cittadini.
Tutti gli aggiornamenti sulla situazione a GAZA e sulle iniziative di solidarietà in Italia su:
http://www.forumpalestina.org/
Gaza!
di Gennaro Carotenuto
E’ necessario sempre uno sforzo grande per capire le ragioni di Israele e sarà necessario compierlo anche domani e dopodomani. Bisogna sforzarsi di capire l’ebreo di Masada e separarlo da un impresentabile espansionismo colonialista decimononico e dalla follia del voler essere l’ultimo avamposto d’Occidente (e dell’imperialismo statunitense) invece di essere il cuore del Medio Oriente. E’ ben difficile anche aver simpatia per Hamas, trogloditi razzisti e sessisti, e solo dei folli possono scambiare le sue organizzazioni clientelar-caritatevoli come progressiste.
Detto questo abbiamo ancora occhi per vedere. E vediamo la scientifica volontà di torturare un milione e mezzo di persone a Gaza fino a renderle pazze di disperazione, di odio, di fame. E prima ancora abbiamo visto la scientifica delegittimazione di Fatah e Arafat proprio per favorire la consegna dei palestinesi ai loro peggiori umori, rappresentati da Hamas.
Se riduci un popolo di un milione e mezzo di abitanti a cercare da mangiare nella spazzatura rinchiudendolo nel più rigido embargo della storia per dare una spallata di più alla classe dirigente di questo e renderlo pronto all’esodo, alla diaspora come liberazione, non sei la vittima del lancio di razzi, per quanto folli essi siano, ma sei il carnefice.
Con la complicità dei sicari informativi come Claudio Pagliara, corrispondente da Gerusalemme per la RAI, Tsahal ha reagito ad un lancio pesante e forse intollerabile (sicuramente inefficace), ma provocato da mesi di assedio del governo israeliano. Lancio che non ha provocato morti ma al quale Tsahal si è sentito libero di rispondere con una rappresaglia di proporzioni bibliche. Ha causato 200 morti e, immediatamente dopo aver tirato il sasso, ha nascosto la mano, “non ci sono vittime civili” recitano i comunicati ufficiali. Balle, nel formicaio umano di Gaza.
Solo i Pagliara del giornalismo mainstream possono credere ai comunicati ufficiali, da qualunque parte essi provengano. E bisogna essere davvero un guitto del giornalismo per non usare neanche il condizionale. I comunicati israeliani per i Pagliari sono verità di fede, ma è difficile credere alla buona fede del governo Olmert/Livni. Tantomeno in una campagna elettorale dagli umori sordidi come quella in Israele e dove cavalcare il sangue, quello palestinese e quello israeliano, è senz’altro un buon affare.